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La fiducia si costruisce insieme. Il valore dei partner nello sviluppo di un’impresa

| Consulenza

Durante le celebrazioni per i settant’anni dello Studio Riello, accanto alle storie di famiglia, impresa e passaggio generazionale, è emerso un tema altrettanto importante: il valore delle persone che, nel tempo, accompagnano lo Studio e i suoi clienti.

Ogni realtà professionale si fonda sulle proprie competenze e sul metodo costruito negli anni. Ma per affrontare scelte complesse, cambiamenti normativi, passaggi aziendali e decisioni che coinvolgono patrimoni, persone e responsabilità, serve anche una rete fatta di professionisti capaci non solo di offrire risposte tecniche, ma di condividere un approccio.

Perché un partner non è semplicemente qualcuno a cui affidare una pratica, ma una persona con cui si costruisce fiducia. È un riferimento che entra in relazione con il cliente, ne comprende il contesto e contribuisce a dare forma a una soluzione più completa.

Nel corso dell’evento sono intervenuti Cristiana Michieli, consulente del lavoro, Margherita Pansera, notaio, e Antonio Lovisetto, avvocato. Tre professioni diverse, tre punti di vista distinti, ma un filo comune tra competenza, responsabilità e valori condivisi.

 

Cristiana Michieli: il valore del passaggio di testimone

Il primo intervento ha portato sul palco la voce di Cristiana Michieli, consulente del lavoro dello Studio Michieli.

La sua riflessione è partita da un’esperienza personale. Anche lei, come lo Studio Riello, ha raccolto un’eredità professionale. Ha parlato del lavoro iniziato dal padre, della continuità portata avanti insieme alla sorella e di una storia familiare che dura da circa cinquant’anni.

Il punto centrale, però, non è stato il semplice passaggio da una generazione all’altra. Cristiana ha usato un’espressione più precisa, ovvero “passaggio di testimone”. Per riassumere in una frase:

“Non si eredita solo un’attività. Si ricevono valori, metodo, competenze e responsabilità.”

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Parliamo di serietà, rapporto diretto con il cliente, precisione, puntualità, parole che rappresentano la base su cui si costruisce una relazione professionale duratura.

Cristiana ha ricordato quanto questi aspetti siano decisivi soprattutto nelle piccole realtà economiche, che rappresentano gran parte del tessuto produttivo italiano. In aziende con strutture snelle, spesso senza reparti interni dedicati, il consulente esterno diventa un punto di riferimento quotidiano.

Nel suo intervento è emerso anche il tema della tecnologia. Gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale potranno alleggerire processi e attività ripetitive, ma non potranno sostituire la relazione diretta con il cliente. Anzi, il vero valore sarà proprio recuperare tempo e lucidità per stare accanto alle imprese in modo più consapevole.

Perché la consulenza, quando è fatta bene, non consiste nel dire “non ti preoccupare, faccio tutto io”. Consiste nel coinvolgere il cliente, aiutarlo a capire e renderlo più consapevole delle proprie scelte.

 

Margherita Pansera: spiegare per costruire fiducia

Con Margherita Pansera, notaio, il tema della fiducia si è spostato sul terreno della chiarezza.

Margherita ha raccontato il proprio modo di intendere una professione spesso percepita dall’esterno in modo distante o puramente formale. Il notaio, nella sua visione, non è chi “mette una firma” al termine di un percorso. È un professionista che accompagna le persone in momenti importanti, spesso carichi di aspettative, dubbi e timori.

Comprare casa, firmare un atto, assumere un impegno giuridico o patrimoniale non sono passaggi neutri. Dietro ogni documento ci sono scelte importanti che devono essere comprese fino in fondo.

Per questo Margherita ha insistito sul tema della chiarezza. Essere al servizio del cliente significa ascoltare, spiegare e rendere comprensibile ciò che spesso appare complicato.

La burocrazia, i tecnicismi, le norme e le formule giuridiche non sempre sono comprensibili appieno. Il compito del professionista è anche quello di mettersi a disposizione, rassicurare quando serve, ma soprattutto aiutare le persone a capire cosa stanno facendo.

“Un consenso non esiste davvero se chi firma non sa che cosa sta firmando.”

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Una frase che prova a riassumere il suo intervento. La fiducia nasce quando il cliente non si sente solo davanti alla complessità. Nasce quando percepisce che il professionista conosce la sua situazione, vigila sul lavoro svolto, risponde ai dubbi e sa tradurre un linguaggio tecnico in una scelta consapevole.

Margherita ha poi richiamato l’importanza del rapporto tra professionisti. Notaio, commercialista, avvocato, consulente del lavoro non fanno lo stesso mestiere. Proprio per questo devono saper dialogare. Riconoscere le competenze altrui e lavorare insieme permette di offrire al cliente una visione più completa, corretta e utile.

 

Antonio Lovisetto: fiducia, preparazione e consiglio su misura

L’intervento di Antonio Lovisetto, avvocato, ha riportato al centro una domanda che dovremmo porci tutti più spesso: 

“Che cosa fa sì che un cliente si fidi davvero di un professionista?”

Antonio ha ricordato che il professionista non vende un bene materiale, ma presta un’attività intellettuale. Aiuta il cliente a leggere una situazione, a comprendere le alternative e a scegliere la strada migliore.

Per farlo servono preparazione e studio continuo. Antonio ha sottolineato l’importanza di continuare a studiare anche dopo molti anni di professione, con l’umiltà di sapere che senza aggiornamento non si può offrire un servizio adeguato.

Ma la preparazione, da sola, non basta. Antonio ha sottolineato l’importanza di una consulenza ritagliata sul caso specifico. Ogni cliente ha una storia, un’esigenza, un contesto. Per questo il buon professionista non applica soluzioni standard, ma costruisce risposte coerenti con la situazione concreta.

Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio la differenza tra una scorciatoia e una scelta solida. Il buon consiglio non è necessariamente quello più conveniente nell’immediato, né quello apparentemente più furbo. È quello che guarda all’interesse reale del cliente, anche nel lungo periodo.

“Il buon consiglio non cerca la scorciatoia. Cerca la strada giusta.”

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Questo approccio è profondamente vicino alla visione dello Studio Riello. Accompagnare un cliente non significa soltanto rispondere a un’urgenza o risolvere un problema immediato, ma anche aiutarlo a prendere decisioni coerenti con il suo futuro.

Parlando del futuro delle professioni e dell’intelligenza artificiale, Antonio ha poi ipotizzato che i professionisti resteranno centrali se sapranno offrire una prestazione infungibile. Una prestazione fondata su preparazione, dedizione, ascolto e capacità di interpretare il contesto.

La tecnologia potrà supportare molte attività, ma non potrà sostituire il pensiero umano, la relazione e la capacità di costruire soluzioni personalizzate.

 

Una fiducia costruita nel tempo

Scegliere professionisti di fiducia significa scegliere persone che condividono un modo di lavorare. Significa affidarsi a competenze diverse, ma unite da valori comuni: serietà, ascolto, chiarezza, preparazione e responsabilità.

Perché le imprese e le famiglie non hanno bisogno solo di risposte tecniche. Hanno bisogno di interlocutori capaci di leggere la complessità, spiegare le alternative e accompagnare le decisioni.

 

Affianchiamo la tua impresa nel costruire il suo futuro

In occasione dei 70 anni di attività, lo Studio Riello rinnova il proprio impegno ad accompagnare imprenditori, famiglie e aziende in un percorso fatto di ascolto, competenza e relazioni di fiducia.

Se senti che è il momento di fare chiarezza sulle scelte da prendere, dare continuità ai tuoi progetti o affrontare una fase di cambiamento, possiamo accompagnarti in questo percorso.

Contattaci attraverso la sezione dedicata del nostro sito. Insieme potremo definire gli obiettivi di crescita della tua azienda e costruire il futuro partendo da basi solide.